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Curriculum vitae

COM.SEP.

Sindrome di alienazione genitoriale o parentale (PAS), alienazione parentale, bambino alienato, disturbo relazionale, problema relazionale.
Ciarlatanerie nel processo di affidamento dei minori.

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RETE NAZIONALE
DEI PROFESSIONISTI CONTRO LA PAS




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Laddove si presenti una situazione conflittuale in cui il minore denunci uno dei genitori (generalmente il padre) per abusi e violenze, i sostenitori della PAS ricorrono a questa teoria per ribaltare le accuse. La PAS, infatti, negando la realtà dell'alta incidenza di violenza domestica maschile, riconduce le accuse e il disagio sofferto dal minore ad un vero e proprio lavaggio del cervello programmato dalla madre per screditare l'altro genitore ed ottenere la custodia esclusiva. L'effetto intimidatorio che produce la sola menzione della PAS nella giustizia fa sì che alcuni professionisti la utilizzino per ricolvere le controversie legate all'affidamenti, mettendo a tacere la voce di molte donne, bambini e bambine. La comparsa della PAS in qualsiasi conflitto giudiziario riconduce ogni accusa all'alienazione paterna e trasforma automaticamente le vittime in carnefici.



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Luigi Cancrini, psichiatra e psicanalista di fama internazionale, presidente del Centro studi di terapia familiare e relazionale, non ha dubbi al riguardo: «Non faccio fatica a dire che la presunta Sindrome da alienazione parentale ha generato quella che può essere definita a tutti gli effetti una forma di violenza sui minori che toglie loro qualsiasi dignità di persona pensante».


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RAGIONI NEGATORIE DELLA ESISTENZA SCIENTIFICA DI UNA SINDROME DELLA ALIENAZIONE PARENTALE E STRATEGIE PER IL CONTRASTO DELLA RELATIVA PERIZIA
di Andrea Mazzeo

Sommario
1. La sindrome di alienazione genitoriale (PAS).
2. Le critiche alla PAS dal punto di vista medico. – 2.1. Definizione. – 2.2. Eziologia. – 2.3. Epidemiologia. – 2.4. Sintomatologia. – 2.5. Quadro clinico. – 2.6. Fattori prognostici. – 2.7. La terapia della PAS.
3. La situazione in Italia.
4. Le critiche alla PAS della psichiatria e psicologia di lingua spagnola.
5. Le critiche alla PAS del mondo giuridico nordamericano.
6. Le perizie e le CTU – casi concreti e modalità di contrasto.
LO PSICHIATRA
«Storia svelata dalla telecamera ma purtroppo i casi sono molti»
Paolo Crepet accusa anche il perito. «Bimbo portato via come il peggior criminale»
- «So per esperienza che per i tribunali girano apprendisti stregoni, falliti che non sapendo cosa fare diventano periti e combinano cose inimmaginabili. Ho visto follie, che loro chiamano perizie: una ha tolto il figlio alla madre perchè non aveva la tivu».
- De Nicola ha riscontrato in Leonardo la sindrome di Pas.
- «Eehhh? Cos'è?».
- La sindrome da alienazione parentale.
- «Mai sentita».

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Una svolta storica che può cambiare il percorso giudiziario e genitoriale di molte famiglie ed evitare che padri o madri vengano ingiustamente accusati di comportamenti patologici nei confronti dei figli, con affermazioni e decisioni che possono essere molto dannose per il futuro di tanti bambini.

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ALIENAZIONE PARENTALE E PROBLEMA RELAZIONALE: LE NUOVE DENOMINAZIONI DELLA P.A.S. (SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE)
di Andrea Mazzeo

Sommario
1. Una necessaria premessa.
2. Le nuove denominazioni della PAS. - 2.1. La sindrome di alienazione genitoriale (PAS). - 2.2. L'alienazione parentale. - 2.3. Il problema relazionale genitore-bambino. - 2.4. Il Disturbo da comportamento relazionale parentale alienante.
3. Le critiche alle CTU. - 3.1. L'amnesia infantile. - 3.2. I falsi ricordi. - 3.3 La Sindrome di Münchausen per procura. - 3.4. Sindrome della madre malevola. - 3.5 Il rischio evolutivo
4. Conclusioni.

Dai CTU delle separazioni e affidi dei minori, ma anche da molti assistenti sociali, viene dato questo nome a un fatto che si osserva in alcune separazioni, il rifiuto da parte dei figli di frequentare uno dei genitori, di solito il padre; ... sono separazioni che fanno seguito a un periodo più o meno lungo di violenza in famiglia, violenza del marito verso la moglie e i figli, violenza assistita nei confronti dei figli o di abusi sessuali del padre sui figli.

Questa bizzarra teoria è stata oggetto di analisi negli USA sin dai primi anni '90 soprattutto a opera di giuristi (2), dato che il suo utilizzo nei Tribunali delle separazioni aveva creato non pochi problemi giudiziari, e anche perché la psichiatria ufficiale USA non se ne occupava più avendola già condannata come “pseudo-scienza” o “scienza spazzatura” (Paul Fink, Docente di Psichiatria alla Temple University di Philadelphia).
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LA PAS DAL PUNTO DI VISTA PSICHIATRICO
di Andrea Mazzeo

Che dire? Che chi l'ha introdotta in Italia fosse all'oscuro delle polemiche statunitensi? Difficile da credere. Lo dimostra anche la protervia dei sostenitori della PAS nell'affermare che sarebbe stata compresa nella quinta edizione del DSM. Il DSM-5 è stato pubblicato, negli USA nel 2013 e in Italia nel 2014, e la PAS non vi è descritta, né come sindrome, né come disturbo, né come semplice alienazione parentale. Si sono rassegnati? Per nulla; il loro nume tutelare, William Bernet, è giunto ad affermare che anche se nel DSM-5 non sono scritte le parole “alienazione parentale” nelle sue pagine c'è lo spirito della parental alienation.
Nella sostanza, la teoria della Pas è nata per difendere in tribunale ciò che non è difendibile altrimenti: la violenza in famiglia o addirittura gli abusi sessuali sul bambino. Il suo scopo è solo quello di far pendere la bilancia della giustizia dalla parte del genitore violento o abusante; l’alienazione parentale si porta dietro questo vizio d’origine.
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Le mutilazioni, lo sfruttamento e le persecuzioni sul piano fisico praticati un tempo sui bambini, nell'età moderna paiono sempre più essere stati soppiantati da forme di crudeltà psichica che inoltre si riusciva a mistificare mascherandola dietro il termine eufemistico di "educazione".


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Dalla Introduzione
di Paolo Perticari
Quella bambina parlò con molta precisione del trauma che aveva subito da parte dello zio. Un atto di esibizionismo violento, una forma di abuso sessuale. Raccontò le cose con franchezza in ogni dettaglio come una sequenza filmica, dichiarandosi "spaventata", "costretta", "sola". Raccontò poi della nonna che con la scusa di pettinarla le tirava i capelli. O le faceva pressione con la forza dei polpastrelli e con le unghie sulla testa fino a farle male.Parlò anche di un buco nero dove la nonna ha detto allo zio di buttarsi.

La sera del 21 aprile 1896, davanti ai suoi colleghi della Società di psichiatria e neurologia di Vienna, Freud presentò una relazione intitolata "L'etiologia dell'isteria"...Il titolo della relazione fa riferimento alla nuova teoria di Freud secondo cui l'origine della nevrosi risiede in traumi sessuali precoci, che Freud chiama «scene sessuali infantili» o «rapporti sessuali nell'infanzia». Ciò verrà successivamente chiamato «teoria della seduzione» - vale a dire la convinzione che tali esperienze precoci fossero reali, non fantasie, e avessero un effetto dannoso e durevole sulla vita successiva dei bambini che le avevano subite. Freud usa varie parole per descrivere queste «scene sessuali infantili»: Vergewaltigung (stupro), Missbrauch (abuso), Verführung (seduzione), Angriff (attacco), Attentat (il termine francese per oltraggio), Agression (aggressione) e Traumen (traumi).
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Se il bambino rifiuta di vedere un genitore e manifesta paura, questa paura va ascoltata. ... Dopo la separazione, l’esercizio della responsabilità genitoriale è spesso lo strumento per mezzo del quale un uomo maltrattante può continuare a controllare e perseguitare le sue vittime, che sono tutti i membri della famiglia.
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"Ecco cosa ho visto, appena fuori dal mio Ospedale, bambini privati del loro bene più grande: la mamma e, in senso più lato, della famiglia. A tutto dispetto delle svariate Convenzioni e normative che dichiarano come il bambino debba crescere nella famiglia dove è nato o, se non ce l'ha, in un'altra famiglia. Ma in una famiglia, non in un istituto. Dichiarazioni che tutelano il diritto agli affetti, all'integrità psicofisica, alla crescita armonica, alla protezione dalla violenza. Nel sociale, nei Tribunali, invece, ho visto bambini trattati come pacchi postali e come oggetti di cura, con violenza e senza nessun rispetto per la loro dignità: sempre e solo con la scusa del "migliore interesse" del bambino, naturalmente..."

Di nuovo, il movente è questo: a fronte ad un oltraggio al maschilismo patriarcale il cui orgoglio non deve essere macchiato, il bambino viene punito con la peggiore delle punizioni, il distacco da coloro che gli vogliono bene, per l’appunto la madre, la famiglia, la scuola, la squadra di calcio, la reclusione e, immagino, l’obbligo di terapia!
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"La Sindrome di Alienazione Parentale non è riconosciuta dalla letteratura scientifica di riferimento e non è inclusa né nel DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) né nell'ICD (International Classification of Diseases)" afferma il Presidente della SIP Giovanni Corsello. "La comunità scientifica si è già pronunciata contro l'uso improprio della PAS nelle sofferte e spesso laceranti controversie per l'affidamento dei figli" ... "Se i bambini soffrono per il divorzio dei genitori non devono essere etichettati con patologie, ma ascoltati, non obbligati ma aiutati. Se non vogliono vedere un genitore ci deve essere un motivo che va compreso", conclude Corsello.
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Perché questo libro? Spesso mi è stata posta questa domanda e altrettante volte me la sono posta io stesso. Nato da principio come relazione in un convegno, divenne poi un articolo pubblicato su una rivista del settore ed infine ampliato, arricchito e rivisto per prendere la forma del libro che avete tra le mani. La motivazione a scriverlo parte semplicemente da una forte spinta personale: la necessità di far luce sul modo errato, superficiale e deleterio con cui si parla di bambini ... È sostanzialmente una visione "adultocentrica" del bambino, basata appunto sul vedere l’infanzia non, come ci si aspetterebbe, "con gli occhi di un bambino", ma con il filtro distorcente degli "occhi dell’adulto".
Questo concetto della campagna denigratoria è molto pericoloso perché porta a sottovalutare la violenza in famiglia, salvo poi allargare la braccia e dire che certi delitti, quando accadono, erano imprevedibili. No, erano ampiamente prevedibili, i comportamenti di stalking, le persecuzioni, le molestie assillanti, presentano una escalation che porta inevitabilmente all’esito fatale; continuare a parlare, in televisione, nei media, di campagna denigratoria e di alienazione parentale significa incentivare certi crimini, lo si potrebbe considerare quasi un incoraggiamento dello stalking.

"Da tutto quanto sopra esposto è stato possibile ricavare che la cosiddetta PAS è priva di riconoscimenti ufficiali in assenza di evidenze scientifiche e non è codificata dai principali sistemi classificativi delle malattie DSM-IV e ICD-10, mancando allo stato attuale criteri diagnostici condivisi nell’ambito della comunità scientifica".
Ringraziandola per la Sua collaborazione, La saluto cordialmente
Coordinatore della Consulta deontologica nazionale Roberta Chersevani
II Presidente Amedeo Bianco
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Ne deriva un quadro pesantissimo: esiste un maltrattamento di genere, quasi inconsapevole poiché inquadrato nel sistema collettivo e culturale più ampio – fatto di tradizioni, convenzioni, pensieri ed emozioni, ma anche istituzioni e leggi – che in Italia tutt'ora avvolge l'area del diritto di famiglia. E ne emergono alcuni aspetti ancora poco identificati, come per esempio una sorta di omertà verso l'uomo maltrattante – si spera inconsapevole e quindi modificabile – che alberga anche tra le donne, nelle istituzioni sanitarie, socio-educative e addirittura giuridiche dedicate all’infanzia e alla famiglia.
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La PAS è un formidabile strumento intimidatorio contro le donne, e possibile viatico per lasciapassari a violenti e pedofili. Come tale la PAS è l’obiettivo principe di chi vorrebbe tornare agli ordinamenti ottocenteschi e si oppone dunque al diritto di famiglia attuale, in quanto ritenuto “troppo matriarcale”.


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What Is It That's Being Called "Parental Alienation Syndrome"?
by Paula J. Caplan
When hearing about a psychiatric label for the first time, it is important for therapists and laypeople to try to discover the following:
• who decided to call it a mental illness?
• how it is defined?
• what information supports the claims that the entity (a) exists, (b) is consistent with some reasonable definition of "mental illness", and (c) the use of the label is helpful more than harmful?
These questions will be addressed with respect to Parental Alienation Syndrome. As a result of the Second Wave of the women's movement, many people who were sexually abused as children spoke out about it.
Poco importano i fatti, oggettivi e dimostrabili: botte, maltrattamenti, urli, minacce, violenze, incuria, assenza da casa, tradimenti, amanti, relazioni, atteggiamenti sconvenienti, attacchi verbali, psichici, fisici verso le persone e verso le cose. Tutte cose di nessuna importanza: se il bambino rifiuta il padre… il bambino e sua madre hanno la PAS! E questo è!
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Il suo e gli altri racconti, registrati dai pm, sono riportati nel libro, atroce e intenso, "Abuso sessuale sui minori. Scenari dinamiche e testimonianze", edizioni Antigone, scritto dalla ricercatrice Giuliana Olzai, che ha vagliato tre anni di 180 processi e sentenze del tribunale di Roma, 196 imputati, il 77 per cento condannati per abusi su 185 bambine e 53 maschi. Tutti vittime di pedofili, soprattutto di parenti (29%), aggrediti da conoscenti e vicini di casa o, appunto, amici di famiglia (39%). Orchi che, nella metà dei casi, grazie ad attenuanti e meccanismi di legge, hanno avuto pene miti: «Due anni in media», spiega Olzai. «Inoltre, solo dal 2013 è previsto che dopo il verdetto non si avvicinino ai luoghi frequentati dai bambini e non lavorino a contatto con loro per almeno un anno; mentre questo divieto in Francia è perpetuo».




A fronte della crisi del concetto stesso di famiglia e di atroci episodi di cronaca che hanno scosso i parametri del rapporto genitori-figli, Eva Cantarella è venuta interrogandosi – forte dei suoi strumenti di studiosa del diritto e della cultura antica – sulla storia di quel rapporto che, insieme alla dinamica degli affetti, porta inevitabilmente con sé tensioni, conflitti, e molto spesso violenza...Ecco allora che il conflitto, così presente nell'attuale agenda politica, si lascia leggere anche alle origini della nostra civiltà là dove i giovani entrano in rotta di collisione con la gerontocrazia. Secondo modalità e procedure che la lettura del mondo antico porta progressivamente alla luce.


Quante volte leggiamo sui giornali che i disagi e i crimini tra le mura di casa derivano dalla crisi della famiglia, una crisi tutta moderna? Come se la famiglia fosse sempre stata un luogo di riparo, di protezione da una società ostile. Ma è davvero così?...a partire dai Sette re di Roma...il potere di vita e di morte dei padri sui figli è assoluto e l’uccisione del padre appartiene con impressionante frequenza alla realtà sociale di ogni famiglia romana...con una ricerca che guarda al passato per parlare del presente, mostra che le famiglie infelici non appartengono solo al nostro tempo. Da Cicerone a Ovidio, da Seneca a Giustiniano, racconta le norme che regolavano l'abbandono dei figli, la facoltà di venderli come schiavi o addirittura di ucciderli, evocando episodi di sconcertante violenza.


Il mio studio è un tentativo di collegare la mente di un adulto, considerato pazzo, al comportamento del padre verso di lui quando era bambino. Non possiamo mai essere sicuri di che cosa sia accaduto realmente fra un genitore e un figlio. Sarebbe così anche se fossimo stati presenti, poiché possiamo sperimentare il comportamento dell'uno verso l’altro ma non il vissuto che uno ha dell'altro...Non mi occupo qui di eventi traumatici isolati che possono essere accaduti una o due volte nell’infanzia di Schreber, ma di modelli di avvenimenti che si verificarono periodicamente e che possono essere collegati a modelli di avvenimenti da lui vissuti ripetutamente durante la sua "malattia di nervi".







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